Care lettrici e cari lettori,
sono una mamma di una bambina di un anno. Voglio parlarvi della mia esperienza con i pannolini ecologici perché trovo peccato che questi pannolini non siano conosciuti. I pannolini lavabili esistono, ovviamente, da secoli, ma si sono modernizzati. Mentre una volta si usavano fasce triangolari di cotone o lino in cui il bambino veniva avvolto e si fissavano con la spilla da balia, oggi i pannolini lavabili hanno preso la stessa forma degli usa-e-getta: sono sagomati e si chiudono con il velcro.
Esistono varie marche di pannolini, una è europea, mentre le altre sono tutte straniere. Io, durante la gravidanza, ho letto diversi articoli e ho comperato i pannolini “tutto in uno” della Kushies (dicono siano i migliori): l’imbottitura in flanella di cotone (molto assorbente) e la mutandina impermeabile ma traspirante sono cucite insieme.
Quando li ho messi per la prima volta alla mia bambina, sono rimasta un po’ perplessa perché erano enormi; le arrivavano quasi alle ascelle.Per fortuna c’è la chiusura con il velcro che permette di aggiustare la taglia al millimetro. Con mio stupore però mi sono resa subito conto che nonostante fossero grandi (ci sono solo due taglie: 4-10 Kg e 10-20 Kg), da quando ho imparato a metterglieli non si è più bagnata. Adesso mi capita che si bagna quando dimentico di cambiarla (lo faccio ogni 2-3 ore) o beve tanto prima del riposino pomeridiano. Per la notte, da quando l’ho svezzata, ho iniziato ad adoperare la taglia grande (nonostante non arrivasse ancora a 10 Kg.), perché prima di addormentarsi beve 2,5 dl di latte e dorme tutta la notte; così non la devo svegliare e la mattina solo raramente è bagnata.
Inoltre ci sono come “accessori” delle fasce in cotone che si possono aggiungere per aumentarne l’assorbenza; io le ho sempre usate per la notte, visto che mia figlia ha sempre dormito almeno sei ore senza svegliarsi.
Quando vado in giro mi organizzo con pannolini di ricambio e sacchetti in plastica. Inoltre metto degli inserti in viscosa, facilmente biodegradabili (ne avevo comperato alcune scatole assieme ai pannolini, ma ne ho trovati anche una buona marca alla coop che costano molto meno), che mi permettono di togliere le feci e buttarle nel gabinetto. Quando arrivo a casa, metto tutti i pannolini sporchi in un secchio. Ogni 2-3 giorni li lavo in lavatrice; l’importante è non usare igienizzanti, sbiancanti o candeggina che rovinano lo strato esterno. Mi rendo conto che per le famiglie che abitano in affitto e possono lavare solo un giorno la settimana, questo può risultare difficile. Ultimamente metto del bicarbonato dopo il prelavaggio; in questo modo tolgo i cattivi odori rimasti. Poi li metto nell’asciugatrice.
Durante le mie ricerche e questo anno di esperienza, ho potuto verificare molteplici vantaggi:
La salute : il cotone è un materiale naturale, forse il migliore a contatto con la pelle perché permette la traspirazione. Nonostante la pelle rimanga umida, non ho mai avuto problemi di dermatiti, rossori e altro. Soprattutto sono sicura che sia qualcosa di inoffensivo, il che non è scontato dopo le numerose voci allarmanti sui presunti componenti tossici contenuti nei pannolini. È infatti risaputo che la pelle assorbe per osmosi tutte le sostanze. Se si pensa che il bambino è a contatto per almeno due anni giorno e notte con sbiancanti e altre sostanze nocive, vale la pena considerare un’alternativa ecologica.
L'Ambiente : un pannolino usa e getta può impiegare anche 500 anni per decomporsi. Se consideriamo che se ne fa un uso massiccio (un bambino produce in media una tonnellata di rifiuti in pannolini), l’utilizzo di quelli ecologici aiuterebbe a ridurre considerevolmente l’impatto ambientale. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che si aumentano i lavaggi. Per questo io ho deciso di utilizzare un prodotto facilmente biodegradabile ed ecologico. Per quanto riguarda l’aumento del consumo di acqua ed elettricità, secondo gli studi questo ha comunque un impatto molto minore dell’enorme massa di rifiuti.
Il risparmio : anche se comperare i pannolini di stoffa sembra essere una grande spesa (è consigliabile comperare tutto lo stock di pannolini in una volta), facendo due calcoli ci si accorge immediatamente che nel giro di 9-12 mesi questa viene ammortizzata. Da un sondaggio risulta che un bambino crea una spesa di almeno Fr. 2'500.- solo in pannolini usa e getta. Se si considera, inoltre, la possibilità di un fratellino/sorellina il risparmio aumenta considerevolmente.
Non da ultimo, ho notato che quando mi capita di utilizzare i pannolini usa e getta (per esempio quando vado in vacanza), gli odori di ammoniaca e di feci sono più considerevoli. Per questo motivo una madre che utilizza questi pannolini deve cambiare sacco della spazzatura ogni due giorni anche se non completamente pieno. E per chi paga la tassa sul sacco, non è da poco.
In sintesi, sono più che soddisfatta di questa mia scelta che mi ha portato molti benefici e che ha stupito coloro che avevano riserve e pensavano che la mia bambina sarebbe sempre stata bagnata.

Lettera di Pamela Lupi Farkas apparsa sulla Rivista Gente Sana - novembre 2007